19 luglio 2016

Cooooo coccocccoco cocccocoooooo...COWASHING!

Co...sa vi tiro fuori eh?
Co...sa vi insegno?
Co...washing.


Sapete che lotto anch'io contro capelli ricci, grassi e fini (ne abbiamo un´altra oppure può bastare così e mi sono già guadagnata di default il Paradiso?) e, soprattutto d´estate tante persone mi chiedono come fare a non "scorticarsi la cute a suon di lavaggi che definire frequenti sarebbe riduttivo). Mi sono documentata e innamorata di questo metodo che sta spopolando in tutto il mondo e deve il suo nome all'unione di tre termini inglesi che suonano così "CONDITIONER ONLY WASHING".


Per chi è diversamente "English-speaker" o per chi è fan del "parlacomemangi", significa che vi dovete lavare i capelli con il balsamo! Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh, direte voi: il balsamo sta al capello grasso come la flessibilità sta al popolo tedesco insomma...e io vi dico ahhhhhhhhhhhhscoltatemi e farò di voi delle personcine con più capelli spendenti in testa e con più soldi nel portafoglio...basta aggiungere al balsamo lo zucchero di canna.


Ricetta:
- 1 cucchiaio da cucina;
- 1/2 bicchiere di balsamo rigorosamente senza SLES, lontano da paraffina, parabeni e siliconi insomma;
- 1 o 2 cucchiai di zucchero rigorosamente di canna, dipende dal grado di "scrub" che volete fare alla vostra cute;
- ciotola dove "spignattare"

Mischiate tutti gli ingredienti, inumidite la testa con acqua tiepida, prelevate la cremina con le mani e cospargetela su cute e lunghezze e cominciate a massaggiare la cute fino a quando si sentono i granelli di zucchero, proprio come se steste facendo lo shampoo. Massaggiate la cute per circa 5 minuti e risciacquate risciacquate risciacquate risciacquate risciacquate con acqua tiepida o fredda se volete avere un effetto rinvigorente!



Pensate anche in vacanza che comodità, meno prodotti, meno peso, meno schifezze che entrano nel vostro corpo! Un chilo di zucchero di canna ce lo si può permettere, altrimenti nei bar lo zucchero di canna in bustina lo usano solo quelle che vogliono fare della figheria e io che trovo lo zucchero bianco troppo dolce (non mi prendete in giro, sto già iniziando il mio percorso di recupero mentale presso un centro specializzato), quindi potreste prenderle in prestito qualche volta (cambiate almeno bar però, perché potrebbero non prenderla benissimo, soprattutto vedere che prendete la bustina e anziché dolcificare il caffè, ve la mettere in borsa per dire...) e prendetevi un buon balsamo e via a provare un nuovo stile di vita!


Ecco l´immagine sopra rappresenta quello che la mia Fratella Carlotta mi ha detto stamane quando le raccontavo di come sono bella oggi dopo il co-washing, anche se ammetto di non essere diventate riccioluta come Beyoncé, ma almeno su di me il riccio é molto piú definito, meno crespo e piú naturale, non quel'effetto schiuma per capelli asciugati all'aria, idea malsana che ognuna di noi ha avuto in estate almeno una volta, ecco! Dalla nostra conversazione, tolgo le parolacce, ma lascio le sue FAQ:

1) Fratella, ma il balsamo lava?
Sí, ha sicuramente un potere lavante minore dello shampoo, ma lava (sorpresaaaaaa!)

2) Fratella, lo zucchero non appiccica?
No, lo zucchero unito al balsamo diventa una bella cremina che fa lo scrub dolce dolce alla vostra cute e porta via quello che serve e non tutto il ph della vostra testolina come i tensioattivi degli shampoo in commercio, anche se sono BIO-VEGAN-LESSSLES-SLESSLESS-ESOPRALAPANCALACAPRACANTA;


3) Fratella, ma quante volte lo posso usare?
Tutte le volte che volete, sará il vostro capello a chiedere SHAMPOOOOO! Solitamente a me basta uno shampoo alla settimana e faccio Fitboxe, sudo come un camionista sudato (un ciao ai miei ex amori che hanno sopportato tutto questo direte voi!) e mi tocco i capelli neanche dovessi controllare se ci sono ancora in testa, come dire, con frequenza,

4) Fratella, ma io non ho tempo!
Se non siete fan dello spignatto, lo capisco e nemmeno io sono quella che si fa i saponi in casa, ma non é che impegni poi tutto questo tempo rispetto ad uno shampoo normale, anzi, se ci pensate, fate un passaggio in meno! Dato peró che io sono qui per rendervi la vita piú facile, sappiate che quei bei bimboni americanoni che ci fanno sognare le spiagge della California, hanno ovviamente inventato anche i prodotti per il Co-Washing, reperibili al momento solo su AMAZON



5) Fratella io ho i capelli lisci!
A parte che non é vero, tu Carlotta hai i capelli come capita, ma ti voglio bene lo stesso, il co-washing é soprattutto indicato per chi ha capelli "ricci-fini-grassi", ripetete con me SOPRATTUTTOINDICATONONSOLO, quindi non vuol dire che non vada bene per tutti. Basta solo aggiungere alcuni ingredienti alla base suddetta e ognuno avrá la sua miscela, modificabile in ogni momento, in base alle esigenze. 


Io per esempio al balsamo, rigorosamente senza SLES, e allo zucchero di canna, aggiungo 3 goccine di Albero del Té (mi avete chiesto di parlare come mangio...traduzione: il tea-tree) e un pochino di succo di limone, cosí asciuga.

Se si hanno i capelli secchi, aggiungete un cucchiaino di olio di cocco che é una meraviglia soprattutto in estate e i capelli saranno puliti spendenti, lucenti, brillanti ma soprattutto: da da da dang DOMATI.

Se si hanno i capelli molto grassi, scambiate un cucchiaio di zucchero con uno di bicarbonato di sodio, sí avete capito bene, quello per digerire il kebab insomma e avrete un potere pulente molto piú efficace. Non abbiate paura del potere nutriente del balsamo, perché gli shampoo troppo aggressivi e troppo frequenti, in realtá spaventano la vostra cute che per proteggersi, vi sputacchia sebo come se fosse un´arma letale e, fatevelo dire, non siete vincenti sulla carta fin da subito eh. :)


Se si hanno i capelli opachi, aggiungete tea-tree, succo di limone e al posto del bicarbonato mettete l´aceto di mele (se vi piace l´odore che il suo potere brillantante sia con voi e con il vostro spirito, rigorosamente lontano da me che conosco un solo ACETO, quello balsamico, ovviamente).

Se si hanno i capelli sfibrati e indeboliti, allora solo un cucchiaino di zucchero, poi aggiungete 1 cucchiaino di miele, 1 cucchiaino di aloe vera in gel e 1 cucchiaino di olio di karité e mescolate il tutto, coccolate la vostra testolina matta e risciacquate molto accuratamente: il risultato vi sorprenderá!




Voglio sapere come vi trovate con questa nuova diavoleria che vi ho trovato eh!
Intanto venerdí io parto per una settimana di ferie, ma vi sto ugualmente accanto e, se i primi risultati non vi soddisfano, sappiate che perché i capelli si abituino al nuovo regime occorrono fino a 5 settimane ;)



6 luglio 2016

Bisogna imparare a leggere tra le RIGHE

Diciamo che il Ponte di Christo mi ha dato molto piú materiale per il Blog di quello che pensassi e, anche se il coraggio di fotografare e immortalare quei momenti mi é mancato, forse grazie all´effetto inebetente che ha avuto su di me l´esperienza sensoriale del ponte, voglio ricordarne alcune: c'è stato chi si è vestito di giallo, cosí era "en pendant" con il ponte ma in realtá oscillava tra il limone strizzato e Titti; chi si metteva i tacchi per darsi un tono quando invece bisognava solo lasciare i toni, sia alti sia bassi, all´artista che se li meritava tutti; poi c'è stato chi ha deciso di sposare la tendenza dell´estate e optando per il look "marinaretto" mi ha tirato fuori: LE RIGHE!


Beeeeeeelle le righe! 
Mi piacciono taaaaanto le righe! 
Sí, taaaaaaanto belle se uno le sa dosare, le sa indossare, le sa digerire, le sa osare...con parsimonia e con attenzione allo specchio sempre, altrimenti l´effetto che mi fate con un vestito attillato lungo a righe su un corpo che corpicino non é (ossia non siete come questa), mi fa venire voglia di farmi due righe, ma non di vestiario, diciamocelo!


Quest'estate poi la tendenza accontenta tutti e tutte: t-shirt, vestiti, gonne, accessori, camicie, pantaloni...con alcuni accorgimenti, sento che farete la cosa giusta e vi godrete quel clima vacanziero bohemiene e anche una delle poche cose che dei francesi ci piacciono, ossia questo istinto Gauthier che riesce a far respirare tutti con più facilità.


Non ci sono scusanti se sembrate un sacco della biancheria sporca, perchè ce le propongono in tutte le angolature, nemmeno fossimo ad una lezione di geometria: larghe, strette, fini, doppie, singole, distanziate, verticali, orizzontali, oblique, colorate, classiche, romantiche, decise, professionali, ironiche e a zig-zag per dare effetto e volume ai tessuti leggeri. Via alle geometrie e ai giochi: osate, ma guardatevi allo specchio prima di uscire DIODIDIO!


Il consiglio che vi do è quello di prenderci piano piano la mano e di non vestirvi tutte...alla moda. Ossia, va bene che la tendenza grida RIGHE, ma non mettetevi tutto a righe che poi se cadete per terra, la gente potrebbe calpestarvi prendendovi per strisce pedonali.


Io le adoro, mi piacciono tanto e credo che mescolate ad arte, siano sempre un dettaglio particolare, divertente e romantico allo stesso tempo. Dovete vestirvi in giacca e pantaloni per un meeting al lavoro? Mettete sotto alla giacca una t-shirt a righe e vi sentirete già più leggere ma ugualmente professionali.


Fate la vacanze in Scandinavia perchè la prova costume la passiamo il mese del poi e l'anno del mai? Dovete quindi optare per dei normalissimi, invernalissimi outfit "jeans-maglia a maniche lunghe"? Beh se il topwear è a righe, so che tutto prenderà una nuova piega (orizzontale, verticale, obliquo...come sopra, tornate mo su a leggere se vi siete dimenticati la base che vi faccio bocciare all'esame di maturità anche se lo avete già sostenuto eh)!


Siate semplici fino a quando non vi sentirete sicure di poter osare senza rischiare il mio saluto. Abbinatele inizialmente alla tinta unita, anche ad un colore carico, divertente, sognante, estivo, insomma ridete e godetevela, ma se non trovate un senso, non mi mischiate fiori e righe solo perchè lo avete visto su Pinterest e si sa...fa moda!


Abbinatelo al bianco, al rosso e al cuoio come se non bastassero i giorni del calendario perchè è sempre un'ottima idea per far girare la testa agli ometti, non solo per i 35 gradi che aleggiano nella soleggiata vallata bolzanina.

Veleggiate in barca a vela, o sul pattino o sul pedalone se fate le ferie in Romagna, con una bella t-shirt a righe e il vostro culotto in bella vista oppure con il costume intero a righe per fare rabbia ai tedeschi che ci hanno battuto agli europei e per punizione guarderanno le nostre grazie dalla Croazia.


Se è brutto tempo, fateli soffrire ugualmente, maglione di cotone a maniche lunghe e short a righe che farà loro rimpiangere di non aver sbagliato tanti rigori come noi.

 

Fate vostra questa tendenza senza tempo, un classico d'altri tempi che ci fa sembrare tutte più signorinelle pallide e snelle, quel gusto retrò rivisitato che piace a tutti "ai belli, ai brutti e a quelli che fanno tipo" come urlava stamattina su RMC il DJ probabilmente con indosso delle righe sbagliate, perchè era troppo carico per le 8 del mattino.

Un'abbracciatona

23 giugno 2016

Ma come CHRISTO ti vesti?

...ebbene sì Birkenshockat@ questo fine settimana si va al galleggiante bananone del Lago di Iseo.
In fila.
In tenda.



In...quietudine!
Mi dicono, infatti, dalla regia che si farà "campeggio selvaggio no WC no party" e io ho già svaligiato Decathlon, rotto le palline di Natale a Chiaretta, chiesto l'amicizia su Facebook a tutta la gente di Sulzano, installato Tinder per conoscere l'uomo della mia vita lacustre e chiesto ad un amico di regalarmi un bagno chimico...e in tutto questo dramma, mi domandano: ma come ci si veste per vivere un'esperienza del genere?


Partendo dal presupposto che è una figata, che ci sono passati tutti, da Brad PiTtone, a Johnny Deesconoscoilsaponepp, Antonellina Clerici e le tagliatelle di NonnaPina, la Parodi senza la sorella impegnata a far ricette..ma chissene come ci si vesteeeee..,yuppiiiii...Ma #yuppicosa DIODIDIO, che poi vi vedo nelle immagini di google sotto la ricerca "outfit di gente che non ce la sta facendo come l'estate ad arrivare"?







(Esempio di come non me la sento tanto di viverla)










Io opterei per una sana e tranquilla sobrietà, comodità ed eleganza, quella che si riserva ad un museo, ad un'opera d'arte o ad un artista...cioè a quello che di fatto è quello che ci mostra questo arzillo bulgaro 81enne che due cose due nella vita le ha poi fatte anche prima di bloccare la Stazione ferroviaria di Brescia, facendone di strada e di storia. Quindi, non cerchiamo di passare alla storia con idee malsane e godiamoci, fino al 3 Luglio, questo sentiero di mattoni d'oro galleggiante che ci invidia anche il Mago di Oz.


Christo, come la maggior parte degli uomini etero, sostiene di aver coperto la passerella di un bel color oro...in realtà pare essere arancione. Colore difficile che mi ricordo in estate guardando le albicocche perchè ci hanno detto che così non ci scottiamo almeno con il sole delle 17 e poi sì, è il colore preferito di Carlotta...insomma: un dramma. Non dona a molti per essere carini e positivi, quindi buttiamola sulla simpatia.


Come ci si veste?
Bene, come sempre, che discorsi;
Colori: bianco, nero, qualche tocco di arancio e dai, vi posso dire sì anche al rosso;
Cosa: jeans, gonne svolazzanti ma non da spiaggia, il costume ce lo mettiamo sotto e non esposto e vanno bene anche i vestitini, ma non la gonna lunga che ci pensano quelli che faranno il ponte e piedi nudi a tirar su lo sporco;
Accessori: scarpe comode, niente tacchi che mi rompete i 200mila parallelepipedi di polietilene (che da oggi "is the new trentratrètrentinientraronoatrento"), niente zeppe che fate ridere i delfini dell'Oceano che vi vedranno in streaming cadere nel Lago, cappello che mi svenite dal caldo, occhiali da sole, protezione solare.


Speriamo nel bel tempo, perchè diciamocelo io avrò speso due spicci al Decathlon per quest'avventura, lui ne ha spesi 15 milioni...

Se fate i bravi e le brave chissà che non arrivino foto dal vivo, selfie no, che si sa, non me li so fare.

11 giugno 2016

Non fuochi di paglia, ma solo borse!

Come sapete, non sono una fissata con le borse, la mia amica Chiara ormai non ci spera nemmeno più e scuote semplicemente la testa regalandomi comunque il suo sorriso siciliano migliore...pensando alla Sicilia, mi è venuta in mente la mia passione da bimbetta per le borse siciliane di paglia: quelle cafonette, esagerate, combinate a festa con pompon, specchietti, rafia colorata, addobbi natalizi, due uova pasquali e fuochi d'artificio di Ferragosto, perchè mi davano UNA certezza: si va in spiaggia!


Se c'è una cosa su cui mi impegno è la borsa da spiaggia. Anche perchè solitamente, non frequentando solo i lidi romagnoli con GABINE e LETTINI, la spiaggia selvaggia implica la necessità di un cuscino per leggere tutti i libri beceri e romantici scaricati sul Kindle dopo Pasqua, momento in cui le persone normali prenotano ferie e casevacanze e io scarico invece i libri leggeri come la brezza marina e li leggo con la capoccia appoggiata alla borsa e la mente che ascolta la vicina d'ombrellone che che racconta a gran voce la ricetta per la carbonara vegetariana con panna.






















Borsa da spiaggia per eccellenza che io amo-e-adoro-come-la-vacca-ama-il-toro: la borsa di paglia! Per me rappresenta la possibilità di osare, i piedi scalzi, i costumi da mare, l'odore della salsedine, la sabbia nel telo, il profumo di creme solari, gli occhiali bagnati dall'acqua di mare, rappresenta in breve...l'estate.























Mi piace così tanto che per me è sempre di moda e cerco sempre mille modi per potermi accoccolare tra le sensazioni che mi regala, portandomele dietro in ogni momento della giornata: mi piacciono quindi le versioni mignon, le pochette, le borse grandi, quelle strutturate, quelle colorate, quelle buffe, quelle assurde, quelle esagerate, purchè abbiano tutte nel loro DNA la PAGLIA e la stessa parola d'ordine: LIBERTA' DI OSARE.






















L'odore della paglia così naturale, libero, primordiale, istintivo, riconoscibile, stagionale come l'odore di tiglio e di gelsomino, rievocativo, avvolgente, caldo, deve essere compagno della nostra estate in ogni momento, per ricordarci sempre che si può mischiare gli attimi, vivere sensazioni piacevoli anche in momenti insperati e respirare noi stesse a contatto con quello che ci rende felici!
W la paglia, non ho detto le paglie alla bolognese, ossia le sigarette, contro cui mi scaglierei sempre e comunque, e vivete con il sorriso.






















Dai che lo so che volete la carrellata online perchè non mi potete sempre tenere con voi a fare shopping...accontentate:

1) RETRO'
2) TOCCO DI COLORE ELEGANTE
3) MATRIMONIO MENO INGESSATO?
4) DALLA SPIAGGIA ALL'APERITIVO
5) A CACCIA DI SURFISTI
6) L'ODORE DELLA COSTIERA AMALFITANA
7) L'UNICO FRUTTO DELL'AMOR
8) DIVERTENTE
9) ESPANSIVA
10) BETACAROTENE

31 maggio 2016

Ciao Valeria...ovunque tu sia, come dicevi tu, ti auguro FESTA GROSSA!

Domenica avrei dovuto pubblicare, come da tradizione Birkenshockata, e invece ho perso una persona cara, quindi passa un pochino tutto in secondo piano. Una persona che nel bene e nel male ha combattuto sempre contro le ingiustizie anche quando il potere in mano sua era nullo, ma che non si puó dire che non lasci un segno indelebile.

Vi siete mai chieste come mai non ci preoccupiamo di come siamo vestite né quando siamo tanto felici né quando siamo troppo tristi? A volte sarebbe bene rifletterci sopra...non ci interessa, siamo totalmente e irrimediabilmente concentrate su altro. Siamo concentrate su noi stesse, sul noi stesse che sta salendo in alto dalla felicitá o che sta scendendo verso la tristezza...nessuno si ricorda cosa si indossa in quei momenti.

Io per esempio non ricordo nulla dell´attacco alle Torri Gemelle se non che guardavo una telenovela che non guardo mai per capire la colonna sonora di chi fosse. Ricordo di aver trascorso tutto il giorno incollata alla TV ma non so nemmeno se era caldo o se era freddo.

L´attenzione va tutta concentrata su noi stessi, come se la ferita triste o il momento felice andasse cullato come un bimbo appena nato, come se passasse in secondo piano il noi stesso esteriore e vivesse per quell´istante solo il nostro io interiore.

So che é un blog in cui si parla di leggerezza, dove si ride e dove ci si rifugia per parlare tra amiche e amici di fuffa e, come dire, meno male che le cose sono anche cosí e ci si puó adagiare e respirare senza tensioni, perché altrimenti non avrebbe veramente senso solo lottare costantemente con le cose difficili.

Il consiglio che mi sento di darvi tramite le cose che mi va di condividere di quelle che mi lascia Valeria, che é stata mia fan molto prima della nascita di questo Blog, è di concentrarci sì sul sentirci a nostro agio e bene, ma non lasciamo che le emozioni passino mai in secondo piano: quelle sono tutto.

Vi stringo e, chissà che non mi stringiate anche voi, solo per oggi che altrimenti ci si lucida il trucco.

22 maggio 2016

"SCUBA"...ma non me la sento tanto!

Da alcune stagioni, non importa nemmeno quale dato che la moda pare non preoccuparsi del proliferare di specie alternative sotto le vostre ascelle in estate, ci stanno proponendo lui: IL NEOPRENE



Cenni storici sostengono che sia nato per i sub intorno agli anni '30 quando i due fratelloni "speriamofosserotantarobaDuPont" che non sapevano come tenere i corpicioni caldi durante l'immersione nell'Oceano, pensarono di usare questo!
Se tutto fosse rimasto in ambito "surfero" io non avrei avuto obiezioni, vivevo bene lo stesso, ma no, sono arrivati loro, gli stilisti, che non si capisce perchè per questo tipo di idee malsane non possano andare semplicemente da uno psicoterapeuta...ce lo propongono come idea del secolo senza la quale ti fanno anche credere di essere OUT


Ben venga essere out, perchè questa cosa del tessuto SCUBA per me corrisponde al non aver letto il mio post di Carnevale e trovare geniale vestirsi da Big Babol  (rileggetelo va, che non vorrei che anche quest'estate vi fidanzaste la prossima!).


Dicono ci siano dei PRO e io ho PROvato a metterli in una lista:
1) I costumi si asciugano in fretta...e la nostra sgnausina infilata dentro ad un costume di gomma senza respirare tutto il giorno cosa ne pensa? Glielo chiediamo insieme? Secondo me si rifiuta di concedersi per pura decenza, io vi avviso;
2) I vestiti non si sporcano e lasciano scivolare i liquidi...ma con chi andate a cena bimbe io dico?
3) E' alla portata di tutti...purtroppo è vero, ce ne sono di tutti i prezzi e proprio tutti, sia i marchi della grande distribuzione che San Laboutin "protettore delle caviglie taccate", ha lanciato le scarpe "neoprenate" che sono andate esaurite in così breve tempo che nemmeno un concerto di Ricky Martin avrebbe fatto sold out tanto in fretta;
4) Fa caldo...Ok quando fa freddo, ma quando fa caldo cosa ve lo mettete addosso DA FARNE come direbbe il bagnino di Cesenatico? Per dare forti emozioni ai vostri vicini di ombrellone?


E voi perchè siete PRO, se veramente lo siete?
Perchè il nome "scuba" vi fa pensare al 1993 quando andava di moda lo Swatch scuba con la ghiera girevole che si illuminava al buio e vi sentite ancora pulzelline?
Perchè sperate che qualche surfista faccia di voi la sua tavola da surf? Altrimenti non si spiega.


Io lo posso accettare nelle scarpe da ginnastica se vi fa migliorare le prestazioni e alzare i culotti durante la corsa come ci ha insegnato ZioNike; posso accettarlo in tutto l'abbigliamento da surf dato che è resistente ai raggi UV ed effettivamente non si sa mai come proteggersi abbastanza; posso capire che vi esalti l'idea che non si "spiegazza" e che quindi "anche oggi stiriamo domani" ma...non basta per convincermi che vestirsi di gomma sintetica sia una buona idea!


La mania purtroppo dilaga, su più fronti, è impossibile arginarla ma...almeno posso cercare di farvi ragionare e voi nel vostro piccolo potete evangelizzare le vostre amiche che ancora non mi leggono (brutte persone lasciatemelo dire eh!), perchè il costume da bagno in neoprene non aiuta la silhouette, strizzano la ciccia che deve ancora pensare di appoggiarsi sui vostri fianchi rendendo rotonde anche modelle taglia 36 figurarsi noi comune mortali con il vizio di respirare e mangiare; perchè pensate solo a cosa sarebbe se per un'intera giornata non poteste respirare; perchè sono difficili da levare: avete mai provato a mettervi e togliervi un vestito in neoprene? Si narra ci siano più traumi cranici in coppie di innamorati che presi dalla passione cercano di togliere indumenti in neoprene senza il talco che pesci nel mare ormai...


Se proprio qualcuno vuole provare questa novità, magari buttiamoci sugli accessori e facciamolo in maniera divertente:

1) STIVALI DA PIOGGIA
2) BORSA A MANO
3) BOMBER AUTUNNALE
4) FELPONE POST SURF
5) SNEAKERS
6) CIABATTA DA SPIAGGIA
7) GUANTI
8) CUSTODIA PER LAPTOP



14 maggio 2016

Bella BOMBER si urlava 10 anni fa in spiaggia!

Vi dico solo che dopo aver fracassato le noccioline di mia mamma perché la bambina 13enne con apparecchio, 13 chili di troppo e 13 speranze infrante non era stata mandata al concerto dei Take That, mi vidi recapitare per Natale LUI: il BOMBER!


Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh...virex o Ahhhhhhhhhhhhh...rancione dentro, cos'altro vorreste urlare? Siete contro il bomber?
Perchè?



Perchè non li fanno più con le finte cartucce di plastica infilate nel braccio che nemmeno Ice-Man avrebbe osato tanto davanti ad un ingellatissimo Maverick in Top Gun?
Perchè è nato per i piloti da guerra e voi siete fan del "Make love not war?"
Perchè è stato poi usato dagli atleti dei College americani e voi conoscete solo il College di Federica Moro?
Perchè non sapete a cosa serve?
Perchè non sapete abbinarlo?
Perchè mi leggete DIODIDIO, dico io?


Io, per esempio, gli voglio bene!
Sapete perché a me piace? Perché tendenzialmente non sta male, non sta bene, ha mille usi, mille occasioni grazie alla sua versatilità, perché forse non andrebbe bene mai, quindi...facciamo che va bene sempre, che ne dite?


Io ne ho comprato uno leggerissimo, impalpabile, di voile, a fiori, con bordi neri su ASOS e vi diró che con canotta nera sotto e jeggings blu scuro...faccio della figheria che nemmeno immaginate (sí che ve lo immaginate, sono caruccia qualche lettrice me lo ha detto, anche qualche lettore, quindi toccherá crederci, vero Katja?).


Va bene con gonne corte e gonne lunghe, con i pantaloni, con i jeans, va bene per tutte le stagioni, ce ne offrono di tutti i colori e in tutte le pensantezze, ma soprattutto in questi giorni di Maggio dove Luglio lascia il passo a Novembre con una velocità che nemmeno il meridiano di Greenwich , avere un alleato per evitare i capezzolini visibili o le ascelline pezzate, direi che ci è dovuto e il bomber è quello che fa al caso nostro se non vogliamo optare per una camicia, una giacca troppo elegante o un giubbotto troppo anonimo.


Sarà per a me piace la forma, avvolgente, morbida ma che segue il corpo esaltandone i movimenti, sarà perchè mi sembra un capo dolce ma deciso, che mi piace giocare e fare abbinamenti arditi e impensabili: in realtà mi sembra tutto possibile, mi fa sentire sempre a posto, visto che sono avvolta in un simbolo in cui credere (e alle brutte penseranno che siamo state per sempre colpite da Beverly Hills 90210 e ce la tireremo sentendoci vintage).


Venite con me online che diamo un'occhiata alle offerte del giorno dai:

1) A RETE
2) TRASPARENTE
3) CLASSICO
4) MODAIOLO
5) IN RASO
6) CON PAILLETTES
7) RICAMATO
8) CATIVO..NON E' UN TYPO
9) DOUBLEFACE
10) A RIGHE
11) A FIORI
12) DA FONZIE
13) DA SERA
14) VINTAGE


Divertitevi a creare, io intanto con il mio bomber questa sera pare che brucerò virtualmente la città al Compleanno del mio amico che portava i pantaloni bianchi a vita alta (in inverno).

Un abbraccio